PSICOMOTRICITA’

Chi è lo psicomotricista?:
Lo psicomotricista è colui che accompagna i bambini in un percorso che va verso la fiducia in se stessi, la conoscenza del proprio corpo, del proprio comportamento e del proprio mondo; l’esplorazione e la scoperta di aspetti sempre nuovi, la perseveranza, l’autocontrollo, la capacità di comunicare idee, sentimenti e concetti, la capacità di ascoltare e comprendere quelli altrui, la capacità di cooperare, equilibrando le proprie esigenze con quelle degli altri in un’attività di gruppo.

Obiettivi:
Attraverso il gioco simbolico la psicomotricità sviluppa un’autostima basata sul gusto di esserci nel momento presente e di osare un “si posso, sono giusto così come sono, sia come principe, sia come mostro cattivo”.
Nella fascia 3-36 mesi gli obiettivi sono quelli di esplorare il piacere delle percezioni sensoriali attraverso il proprio corpo in relazione allo spazio e al materiale non strutturato. Favorire la creatività attraverso il movimento e i materiali di gioco.

Destinatari:
Bambini da tre mesi a tre anni cui si vuole offrire il beneficio dell’apporto e supporto derivante dalla psicomotricità in gruppi composta da 6/7 bambini divisi tra lattanti e medi-grandi.

Materiali: cubi e forme in tessuto, tappetini, palle, corde foulard, teli e altro materiale non strutturato

Organizzazione delle attività:
La psicomotricità applicata a questa fascia d’età è volta a esplorare due particolari momenti dello sviluppo dei bambini:
1. gioco senso-motorio
2. gioco simbolico.
3. Il delicato passaggio dall’uno all’altro
Nella fase senso-motoria, fino a 12\18 mesi, il piacere del gioco è legato alle esperienze percettive sensoriali e motorie che il bambino stesso può provocare. Il gioco simbolico appare invece attorno ai 12/15 mesi di vita e si sviluppa nell’arco di tutta la prima infanzia. Successivamente tra i 2 e i 7\8 anni il bambino sarà capace di assegnare un significato alla realtà che lo circonda spaziando nella sua creatività attraverso il gioco di finzione.
L’azione assume tutto il valore del gioco simbolico: tramite essa il bambino effettua la mediazione tra il sé e la realtà. Secondo Piaget il gioco simbolico organizza il pensiero del bambino in uno stadio in cui il linguaggio non ha ancora raggiunto una sufficiente padronanza, permette la manipolazione e anche la produzione di immagini mentali attraverso cui il bambino percepisce e assimila situazioni nuove.
Il corso prevede l’utilizzo di materiali non strutturati per mezzo de quale il bambino entrerà in contatto con le proprie percezioni, creatività, immaginazione, attribuendo significati personali all’ambiente e alla realtà circostante.
Nel passaggio da gioco senso-motorio a gioco simbolico il bambino passerà dal piacere sensoriale a quello immaginativo per entrare in contatto con la sua fantasia e la sua creatività intuitiva e con le sue emozioni.
Modalità di monitoraggio e restituzione:
In ogni incontro si effettueranno foto e filmati per monitorare lo sviluppo del lavoro. Le foto saranno mostrate attraverso proiezioni nello schermo video della classe del nido ed il percorso e gli obiettivi raggiunti verranno esposti negli incontri di sezione.

Durata:
30 lezioni da ottobre a giugno, una volta a settimana in orario scolastico